Matrimoni con tutti gli sposi del mondo. Quando il WP è international

Simona Petraglia, nel salernitano, si occupa di organizzare matrimoni per gli stranieri che desiderano celebrare le loro nozze in Italia. “Cercano soprattutto la tipicità del luogo, le caratteristiche locali; il ristorante lussuoso non è propriamente la loro idea di location”. Sul suo sito internet,
www.sp-weddingplanning.it fruibile in 6 lingue, gli sposi provenienti da Austria, Germania, Francia, Stati Uniti e Inghilterra hanno a disposizione un esperto di wedding planning, madrelingua, in grado di realizzare il loro sogno di siglare un matrimonio Made in Italy. D. Lei si occupa di organizzare matrimoni per stranieri.
R. Sì, ho deciso di focalizzarmi su questo tipo di target, ma organizzo anche matrimoni per sposi italiani. La nostra zona, la vicinanza della Costiera Amalfitana, la cultura dei templi di Paestum, unici in Italia insieme ad Agrigento ad essere così ben conservati, offre uno scenario unico nel suo genere che attira molti stranieri. D. Quali sono le pratiche da sbrigare per una coppia straniera che vuole celebrare il matrimonio da noi a tutti gli effetti di legge?
R. La documentazione da produrre dipende dal paese di provenienza degli sposi, poiché è regolata dagli accordi fra i due Stati. In linea di massima, per tutti i Paesi appartenenti alla UE è sufficiente munirsi di un certificato di capacità matrimoniale che indichi lo stato libero del richiedente e quindi il nulla osta a contrarre il vincolo coniugale. Poi è necessario munirsi di passaporto e carta di identità, anche per i testimoni. Non è necessario, per gli sposi stranieri, procedere alle pubblicazioni che sono invece obbligatorie per gli sposi italiani. Questa è la procedura per il matrimonio civile. Per il matrimonio religioso è necessario richiedere anche un nulla osta presso la parrocchia estera di provenienza degli sposi. Il giorno delle nozze, qualora la coppia non comprendesse la lingua italiana, è necessaria anche la presenza di un interprete. Leggermente diversa è la procedura per gli sposi di nazionalità statunitense o australiana: oltre ai documenti descritti, devono infatti produrre una dichiarazione giurata che attesti l’assenza di vincoli matrimoniali in corso. Tale dichiarazione deve essere fatta dal Console dello stato di appartenenza in territorio italiano. Molto spesso però, gli sposi, preferiscono celebrare le nozze nel loro paese per evitare la trafila burocratica e poi riconfermare in Italia il loro pegno d’amore. In questo caso, l’organizzazione è più semplice, non dovendo garantire gli effetti legali dell’unione. D. Quali sono i canali di comunicazione che usate con gli sposi residenti all’estero?
R. Io e i miei collaboratori madrelingua, prediligiamo principalmente un approccio multimediale: quindi sito internet, posta elettronica e skype. Il telefono lo uso generalmente come strumento di conferma delle scelte già fatte. D. Quali sono le scelte di una coppia straniera che viene a sposarsi in Italia?
R. Gli sposi stranieri che arrivano nel nostro Paese cercano prima di tutto la tipicità del luogo, le caratteristiche locali, qualcosa che loro non hanno. Quindi più che sul ristorante di lusso, orientano le loro scelte sull’agriturismo, sul convento, sul chiostro; scelgono un luogo ricco di storia o strategico dal punto di vista geografico. Dal punto di vista culinario si lasciano consigliare su quelli che sono i piatti tradizionali della dieta mediterranea che è nata proprio qui, nel cilento. Quindi via libera a tutti i formaggi, prima fra tutti la mozzarella DOP, ma anche i vini e la pasta. D. Se dovesse fare l’identikit degli sposi stranieri?
R. Non ci sono cifre statistiche vere e proprie sulle quali basarsi per tracciare un profilo delle coppie. Tuttavia posso dirle che provengono prevalentemente dal nord Europa, sono persone dinamiche che viaggiano e che conoscono già l’Italia. L’estrazione sociale è medio-alta (del resto come i clienti italiani che si affidano ad un WP), la mentalità è molto aperta e già orientata ad una società di servizi. E poi, molto spesso gli sposi stranieri sono alle loro seconde nozze, quindi l’età è più alta rispetto a chi contrae il primo matrimonio. E’ soprattutto l’esigenza di fare qualcosa di diverso, più originale, meno legato alle tradizioni del proprio Paese che spinge questi fidanzati a sposarsi in Italia.
Valentina Tortelli