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Siamo interpreti dei sogni degli sposi. Lo stile e la passione di Elvia Venosa

Da anni nel settore dell’organizzazione di eventi, Elvia Venosa ha intrapreso dal 2006 anche la professione di wedding planner. “Per questo lavoro serve impegno e passione – sostiene – e, non ultimo, un valido team di assistenti per poter gestire l’organizzazione su tutti i fronti e in ogni dettaglio”. Il suo consiglio per gli aspiranti WP è quello di focalizzarsi sulla scelta dei fornitori, poiché insieme “si può formare un team di lavoro consolidato” a tutto vantaggio della propria immagine e del cliente. E aggiunge: “quella del WP non è un’attività da intraprendere solo per business. Servono tatto, delicatezza e sicurezza per trasmettere fiducia al cliente” e molto spesso le soddisfazioni non sono misurabili esclusivamente in denaro. D. Qual è la sua esperienza come wedding planner?
R. Avevo già un’agenzia di servizi prima di intraprendere questa professione. Poi, organizzando altri eventi, seguendo le richieste dei clienti ho iniziato a curare anche la realizzazione dei matrimoni. Nell’aprile 2006, mi sono formata come wedding planner seguendo il corso di formazione professionale promosso da La Fenice Eventi e una volta ottenute le basi necessarie, forte anche dell’esperienza maturata nella mia precedente attività, ho iniziato ad organizzare eventi di nozze. Rispetto alla pianificazione di una festa o di un meeting aziendale,per poter organizzare un matrimonio è necessaria anche tanta sensibilità e creatività, poiché noi WP siamo gli interpreti dei sogni degli sposi e non solo dei freddi organizzatori, anche se rimaniamo seri e professionali. D. Quale realtà ha trovato nella sua zona dal punto di vista della concorrenza? Roma è un mercato difficile per questo settore.
R. Secondo la mia interpretazione, la concorrenza non è un gigante da affrontare, da abbattere o da aggirare; quello del WP è un lavoro che ognuno interpreta a modo suo e per il quale la concorrenza è relativa. La competizione non trova posto in una professione come la nostra che è per sua definizione basata sull’interpretazione. Interpretazione dei sogni e dei desideri della coppia, interpretazione secondo la sensibilità e il gusto personale dell’organizzatore e dei suoi collaboratori. Come si fa a standardizzare un lavoro di passione? D. Quali consigli si sente di dare alle nuove leve del wedding planning?
R. C’è un iter che bisogna seguire per intraprendere con serietà la professione del wedding planning: per prima cosa occorre formarsi ed ottenere una valida qualifica. Poi si entra nella fase on the job: l’esperienza acquisita come tirocinante presso fornitori, ditte di catering o fioristi, aiuta l’aspirante WP a comprendere dall’interno l’organizzazione di un evento di nozze. Questa esperienza si rivela poi utile nella terza fase: scelta dei propri fornitori. Poter contare su un ventaglio di fornitori seri e professionali, ai massimi livelli di qualità e con un buon rapporto qualità/prezzo è un ottimo presupposto per concludere un evento di successo. Infine, dopo aver acquisito questo bagaglio di conoscenze teoriche e pratiche, si può iniziare a lavorare in autonomia come WP. D. Quali sono le particolarità del suo servizio? Cioè cosa rende la sua attività riconoscibile da quella di un altro WP?
R. La passione. Non percepisco questo lavoro come un mestiere ma come un hobby appassionante e dal quale mi lascio prendere completamente. Nonostante sia un impegno non trascurabile, a volte caricato da 18 ore al giorno di lavoro consecutivo, io e il mio staff viviamo appieno le emozioni dei matrimoni che organizziamo.
Valentina Tortelli
27/07/07