
Anita De Sipio, wedding planner professionista dal 1996, vive e lavora in Abruzzo, dove gestisce la sua agenzia AD Mariage. Organizza ricevimenti di nozze occupandosi insieme agli sposi della location, del catering, degli addobbi floreali e degli arredi da cerimonia. “Nei primi incontri il cliente ha tutto da scoprire e considera il WP una fonte di idee e di consigli da spremere. – racconta Anita De Sipio - L’organizzatore ha il suo punto di forza che lo rende utilissimo: come professionista ha una panoramica d’insieme su tutti gli aspetti legati all’evento nozze. “ Ma la sua professione non è facile e non può essere improvvisata, poiché oltre al buon gusto e alla creatività, bisogna esercitare l’arte della mediazione e della relazione fra tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione di un evento di nozze.
D. Qual è la sua esperienza come wedding planner?
R. Ho iniziato nel 1996 quando questa professione, in Italia e in particolare in Abruzzo, dove lavoro, era ancora agli albori. Adesso, quella del WP è una professione più conosciuta e più accettata, anche nella mia regione che non è un contesto locale particolarmente all’avanguardia. Ma all’inizio, 10 anni fa, il problema maggiore consisteva nella difficoltà di trasmettere alle coppie l’essenza del servizio di wedding planning. Rispetto al passato, sta maturando presso i clienti anche la consapevolezza di richiedere un organizzatore che si occupi delle loro nozze in toto: qualche anno fa, si vendevano prevalentemente servizi singoli. D. Il wedding planning è una realtà in forte espansione in Italia. Cosa percepisce a livello di concorrenza nel suo mercato di riferimento?
R. Adesso la concorrenza si inizia a sentire. Nella mia zona sono già sorte tre nuove agenzie, delle quali però ho poche notizie. Con una di queste abbiamo qualche fornitore in comune, o qualche cliente che si è rivolto ad entrambe nella fase preliminare della sua ricerca. D. Molti suoi colleghi, anche di altre zone d’Italia, lamentano una concorrenza “improvvisata”. Lei conferma?
R. Sì. C’è la convinzione diffusa di ritenere quello del wedding planner un lavoro facile. In realtà la creatività e la fantasia non sono gli unici elementi che fanno un professionista valido in questo campo: ci vuole una forte motivazione e la disposizione a lavorare sulla disponibilità di tempo del cliente (il sabato e la domenica, la sera) nonché delle solide qualità organizzative che consentano di gestire e coordinare tutti i fornitori coinvolti in un evento di nozze. Ma più di tutto, a contare è l’esperienza. D. Parliamo del cliente e del suo rapporto con il wedding planner. Come cambia questa relazione nei mesi che si passano insieme ad organizzare il matrimonio?
R. Nei primi incontri il cliente ha tutto da scoprire e considera il WP una fonte di idee e di consigli da spremere. Questo approccio dà al wedding planner il ruolo di leader nel rapporto con il cliente: è lui che guida le scelte dei futuri sposi. Durante i mesi di organizzazione, però, qualcosa cambia: intervengono persone esterne, ciascuno dice la sua. Questo mette la coppia in una posizione di vulnerabilità, essendo quasi sempre suscettibile all’influenza fortissima di parenti e amici, anche perché nell’immaginario della coppia stessa, queste persone vicine hanno maggiore credibilità del WP. Tuttavia l’organizzatore ha il suo punto di forza che lo rende utilissimo: come professionista ha una panoramica d’insieme su tutti gli aspetti legati all’evento nozze che gli altri attori non hanno. La riuscita dell’evento ha bisogno di un legame che accomuni tutte le fasi e tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione, altrimenti da fuori si vedrà un matrimonio “frammentato”, magari con singole soluzioni bellissime ma prive di un’unità e un’armonia d’insieme. Il cliente quindi, si rende conto in corso d’opera che la mano del WP professionista è fondamentale e che le soluzioni che propone non sono necessariamente le più costose. D. Quali sono le particolarità del suo servizio?
R. L’esperienza maturata e soprattutto documentata e a disposizione del cliente è un mio punto di forza. Altre caratteristiche come la serietà e la professionalità sono elementi che mi appartengono ma che ciascuna coppia di sposi scopre strada facendo, durante il nostro rapporto di lavoro. D. Lei ha parlato di esperienza che si tramanda e che le porta clienti. Fra i mezzi promozionali, il passaparola si è rivelato un utile strumento per acquisire lavoro?
R. E’ uno strumento medio. Soprattutto se il passaparola è da cliente a cliente. Gli sposi, in particolare su un evento di successo, tendono normalmente ad arrogarsi tutto il merito, ma è una condizione umana comprensibile. Il maggior risultato del passaparola l’ho ottenuto con i fornitori: fornitore-fornitore oppure fornitore-cliente. C’è sempre qualche catering o titolare di altri servizi, che in presenza di una coppia con esigenze specifiche o particolari la indirizza da me
Valentina Tortelli